Rilevatore di stanchezza, ecco come funziona

La distrazione è una delle principali cause di incidenti che alle volte può causare anche dei morti.

Anche la stanchezza può diventare un nemico mortale per chi è alla guida, alle volte sopravvalutiamo il nostro corpo, anche se stanchi proseguiamo con il nostro viaggio, purtroppo il colpo di sonno è un fenomeno ricorrenti tra i guidatori. Nessuno può dire di esserne immune.

La tecnologia cerca di porre rimedio inventando dei dispositivi “rilevatori di stanchezza” che possono essere un valido aiuto per capire se il guidatore si trova in difficoltà.

In questo articolo cercheremo di capire come funziona un rivelatore di stanchezza e quali tipi ci sono in commercio.

Braccialetto anti sonno

Questo bracciale va messo al polso, ha un sistema che monitorizza il battito cardiaco, tramite le pulsazioni del polso riesce a rilevare le variazioni e di conseguenza segnalare la stanchezza.

Nel caso in cui il dispositivo ritiene che il conducente si stia per addormentare emette degli allarmi sonori e visivi fastidiosi. Se il conducente non interviene, spegnendo tutto il sistema, invia degli sms ad amici e parenti.

Rilevatore di stanchezza

È tra i più venduti il costo si aggira sui 50/60 euro.

Auricolare

Questo dispositivo si applica nell’orecchio del conducente, nel caso in cui si viene colpiti da un colpo di sonno, il rilevatore riconoscerà l’inclinazione del capo ed emetterà un suono ed una vibrazione allo scopo di svegliarlo.

Un salvavita che costa poco, il prezzo va dai 4 ai 25 euro.

L’unico difetto è che rileva una inclinazione del capo di 30 gradi, in alcuni casi potrebbe essere già troppo tardi, ed avere già perso il controllo dell’auto.

Riflessometro

È un dispositivo anti sonno, composto da una striscia sottilissima larga 5 mm che va inserita nel volante, che rivelerà la pressione delle mani sul quest’ultimo.

Misurando la pressione rivelerà l’idoneità alla guida.

È correlato di una scatoletta che va inserito nel parabrezza accanto allo specchietto retrovisore, questa s’illuminerà, bisognerà rispondere tempestivamente ai segnali luminosi, se non si supera il test il motore si spegnerà.

È obbligatorio per le patenti superiori, è un ottimo strumento per la sicurezza autostradale, permette di rilevare l’idoneità psico-fisica degli autisti.

Installazione di serie

L’utilità di questi dispositivi è indiscussa, molte case automobilistiche hanno deciso di inserire questi dispositivi nelle proprie auto. La Volkswagen è una azienda sempre attenta alla sicurezza dei propri cliente ed è per questo che ha una serie di strumenti che garantiscono la sicurezza del guidatore e non solo.

Ha un Front Assist che è una funzione di frenata di emergenza, che riconosce i pedoni, che evita collisione fermando l’autoveicolo prima dell’impatto. Propone ai suoi clienti anche Emergency Assist, che è un valido aiuto per rilevare la stanchezza.

Rivelatore di stanchezza della Golf come funziona?

Emergency Assist si attiva quando i sensori riconoscono che, per un determinato periodo di tempo, il guidatore non ha utilizzato né l’acceleratore, né i freni, né lo sterzo, a questo punto si attivano una serie di contromisure

Per prima cosa iniziano una serie di sollecitazioni visive ed acustiche per far “svegliare” il guidatore

Se queste sollecitazioni non hanno nessun risultato l’Emergency Assist attiva la procedura di arresto d’emergenza in automatico si attivano le quattro frecce, frena progressivamente l’autovettura fino al suo arresto.

 

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