Come revocare un amministratore di condominio: i passaggi da seguire

L’amministratore di condominio è una figura spesso presa di mira nelle pièces teatrali, poiché simboleggia il tipico personaggio profondamente onesto e sopra le parti. Essendo, però, la persona che per mestiere, oltre a gestire la vita economica di un insieme eterogeneo di persone, deve occuparsi anche di problemi di convivenza, è spesso sul filo del rasoio: il suo operato può essere messo in dubbio e ciò può determinare la revoca del suo mandato. Per questo è sempre consigliabile affidarsi ad uno studio di amministrazione condominiale con esperienza, capacità e affidabilità. Solo in questo modo si potrà essere certi di affidarsi a persone in grado di gestire le più svariate situazioni economiche presenti in un condominio e di risolvere le più particolari controversie nate tra condomini. Dunque, se siete insoddisfatti e intendete sostituire questa figura con un’altra maggiormente affidabile, ecco come si deve procedere per revocare un amministratore di condominio.

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Validità di assemblea e di votazione

La revoca dell’amministratore di condominio è prevista da apposite norme del Codice Civile.

Non è necessario che il mandato sia scaduto o che ci sia una giusta causa. È sufficiente che i condomini, riuniti in assemblea, votino la revoca raggiungendo un certo numero di voti.

La distinzione che va fatta è tra assemblea in prima o in seconda convocazione.

Assemblea in prima convocazione

Se l’assemblea è in prima convocazione, occorre tener d’occhio due valori:

  • l’assemblea è valida solo se sono presenti i condomini i cui millesimi di proprietà rappresentano i due terzi del totale e il cui numero costituisce la maggioranza.
    Supponiamo, ad esempio, che un condominio sia formato da 6 condomini. Occorre la presenza di almeno 4 condomini e la somma dei loro millesimi deve essere almeno i due terzi del totale.
  • la votazione per revocare un amministratore di condominio è valida se i voti sono la maggioranza e rappresentano almeno la metà dei millesimi totali.
    Facendo riferimento all’esempio appena citato, almeno 4 condomini devono essere favorevoli alla revoca e la somma dei loro millesimi deve essere almeno la metà del totale.

Assemblea in seconda convocazione

Se l’assemblea è in seconda convocazione:

  • l’assemblea è valida se sono presenti almeno un terzo di condomini e se la somma dei loro millesimi di proprietà è almeno un terzo del totale.
  • la votazione è valida se sostenuta da più della metà dei presenti, con almeno un terzo dei millesimi.

Nel nostro esempio, dunque, devono essere presenti 2 condomini con millesimi pari a un terzo del totale e, con gli stessi millesimi, devono essere favorevoli almeno 4 condomini.

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Come procedere per revocare un amministratore di condominio: tutti i passaggi

Come si procede, dunque, per revocare il mandato del proprio amministratore di condominio?

I passi che devono compiersi sono i seguenti:

  • scrivere all’amministratore in carica e chiedergli di convocare l’assemblea. Nella convocazione dovrà indicare, come ordine del giorno, la propria revoca.
  • assicurarsi, preventivamente, di avere le maggioranze richieste.

Se l’amministratore prende tempo, rimandando la convocazione, ogni singolo condomino può rivolgersi al giudice ma soltanto se la richiesta di revoca viene presentata per negligenza o gravi irregolarità.

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