Imposta sui Money Transfer: cos’è e quando viene applicata

Si è parlato molto dell’imposta sui Money Transfer: la nuova imposta che è stata introdotta nella Legge di Bilancio. Questa nuova tassa riguarda i trasferimenti di denaro effettuati dall’Italia nei Paesi non UE. Scopriamo, in maniera più approfondita, cos’è l’imposta sui Money Transfer e quando verrà applicata.

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Nuova imposta sui Money Transfer: cos’è e in cosa consiste

La nuova tassa sui Money Transfer colpisce tutte le rimessioni di denaro verso Paesi che non appartengano all’area UE.

Si tratta di una tassazione dell’1,5% della transazione effettuata su un minimo di 10,00 euro. Al di sotto di tale importo, la tassa non può essere applicata.

Lo scopo di questa manovra è quello di colpire tutti quei sistemi di trasferimento di denaro che utilizzano circuiti alternativi rispetto a quelli bancari.

Modalità di riscossione e di versamento dell’imposta sui Money Transfer

La nuova tassazione si applica su tutte le transazioni tramite appositi istituti di pagamento con servizio Money Transfer.
Le uniche a fare eccezione e, pertanto, ad essere esenti dall’imposta sono le transazioni commerciali effettuate verso Paesi che non appartengono all’area UE.

Ancora da determinare, però, sono le modalità di riscossione e il versamento dell’imposta.

Il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate e la Banca d’Italia, dovrebbe determinare la modalità di riscossione e di versamento dell’imposta entro circa 60 giorni all’entrata in vigore della manovra.

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Imposta sui Money Transfer: attiva oppure no?

Questa è la domanda che assilla, maggiormente, i contribuenti: “L’imposta sul Money Transfer è già attiva o bisogna aspettare il decreto attuativo che specifica le modalità di riscossione?”

Uno dei maggiori dubbi sorto sull’imposta sui Money Transfer consiste proprio nel fatto che, ad oggi, non esiste ancora alcun decreto attuativo che ne disciplini la modalità di pagamento e riscossione.

Quindi, se questo decreto doveva essere stabilito entro i 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra, e ne di fatto sono trascorsi molti di più, l’imposta è o non è valida per le transazioni che vengono effettuate? Bisogna aspettare questo decreto di attuazione che spiega le modalità della riscossione?

Secondo l’opinione di molti, l’imposta è attiva dal 1 gennaio 2019 e gli intermediari, quindi, dovrebbero già applicarla senza attendere che siano emanati i decreti attuativi.

Questa conclusione si determina dalla stessa Legge di Bilancio, nella quale si legge che i provvedimenti della tassa sul Money Transfer determineranno solo le modalità di riscossione e versamento dell’imposta, senza apportare alcuna modifica all’imposta.
Pertanto, non vi è alcuna necessità di attendere i decreti attuativi per applicala e la tassa è, di fatto, operativa sin da subito.

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Tassa sul Money Transfer: attiva dal 1 gennaio 2019

Secondo ItaliaOggi, è l’art. 25-novies del dl n.119/2018 ad introdurre la tassa sul Money Transfer.
In quest’articolo, infatti, viene specificata l’imposta minima dovuta:

  • 1,5% del valore dell’operazione effettuata, partendo da 10 euro.

L’imposta è, quindi, istituita e valida a partire dal 1 gennaio del 2019 e, pertanto, tutti gli intermediari sono già tenuti ad applicarla, senza attendere ulteriori specificazioni o decreti attuativi.

Tutti i decreti che verranno redatti successivamente, infatti, non ne muteranno la sostanza ma ne andranno a disciplinare, solamente, le modalità tecniche di prelievo della tassa e le modalità di riscossione.

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