Web Tax: cos’è la tassa sul mercato digitale

La chiamano Web Tax, la tassa sui servizi digitali delle imprese prevista dal governo Gentiloni: mai entrata in vigore ma recuperata con la Legge di Bilancio. La norma in questione è una tassazione che mira a colpire, soprattutto, i “BIG” del mercato digitale: teoricamente, questa tassa mira a permettere di raggiungere un equilibrio fra i profitti enormi di alcuni giganti di questo mercato e la tassazione che, in genere, è particolarmente favorevole. Scopriamo, più dettagliatamente, in cosa consiste questa tassa.

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Cosa prevede la Legge di Bilancio riguardo la Web Tax

Presente nel maxi-emandamento, alla Legge di Bilancio 2019, la Web Tax al 3% viene applicata sui ricavi ottenuti dalle imprese tramite:

  • vendite online
  • pubblicità che acquista su siti internet
  • raccolta dei dati digitale

E’ bene specificare che questa Web Tax non andrà a colpire le piccole imprese, anzi: è pensata proprio per le grandi imprese come, ad esempio, Google e Facebook.

A chi si applica la Web Tax al 3%?

La Web Tax al 3% entrerà in vigore il 1 gennaio 2020 e dovrebbe colpire solo e soltanto le grandi imprese del mercato digitale.

Al sicuro, dunque, le piccole imprese: la Web Tax, infatti, si rivolge solo alle imprese con ricavi superiori a 750 milioni di euro e tutte quelle che ottengono ricavi da servizi digitali pari, o superiori, a 5,5 milioni di euro.

Ora come ora, quindi, questa tassa del web sembra rivolta solo alle grandi imprese ed alle multinazionali online.

Su cosa si applica la Web Tax con aliquota al 3%?

La Web Tax al 3% è una tassa che si applica sui soli servizi digitali. In particolare, si rivolge ad alcune specifiche tipologie di servizi digitali, quali:

  • pubblicità mirata, acquistata su una certa interfaccia digitale e rivolta agli stessi utenti;
  • l’uso di una interfaccia digitale che permette agli utenti di essere in contatto fra loro e di interagire, anche allo scopo di fornire beni e servizi;
  • uso e trasmissione di dati raccolti da utenti a causa dell’uso di una interfaccia digitale

Tra i “Big del digitale” che verranno maggiormente colpiti dal Web Tax troviamo entità come:

  • Facebook
  • Google
  • eBay
  • Apple
  • Amazon

L’intenzione è proprio quella di colpire i giganti del web che hanno profitti enormi a fronte di una tassazione limitata e favorevole.

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Quando sarà attiva la Web Tax?

L’entrata in vigore della Web Tax era prevista nella manovra 2019 dove si sarebbero dovute varare, entro 4 mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, le regole attuative. Tuttavia, in attesa di una decisione a livello europeo, questi decreti non sono stati mai varati e, ancora ad oggi, la Web Tax non è una tassa attiva.

Al termine dell’Ecofin, il consiglio dell’Economia e Finanza che riunisce il consiglio Edell’Unione Europea, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha annunciato che la Web Tax entrerà in vigore il 1° gennaio 2020.

La Web Tax prevista per il 2020 porta alcune modifiche rispetto alla tassa precedentemente prevista. Oltre ad essere applicata sulle tipologie di servizi digitali sopra citate, la Web Tax 2020 prevede, ad esempio, che l’imposta venga applicata sui ricavi ottenuti nell’anno solare con decorrenza dal 2020, e specifica in maniera più dettagliata cosa non deve essere considerato come servizio digitale.

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