Calcolo codici fiscali esteri

Come ben sappiamo, il codice fiscale è un codice alfanumerico di 16 caratteri che serve per identificare ogni cittadino ai fini fiscali ma che negli ultimi anni è stato adottato anche in ambito sanitario.

L’anagrafe tributaria, che dipende dal ministero delle Finanze, possiede una banca dati in cui sono registrate le informazioni riguardanti ogni codice relativo ad ogni contribuente. Il codice fiscale può essere richiesto negli uffici delle imposte dirette e viene attribuito, oltre che ai singoli cittadini, anche alle società.

Indispensabile per poter effettuare numerose operazioni come ad esempio apertura di un conto corrente, compravendita di immobili o di un veicolo, riscossione di un pagamento, ecc., tutti sono tenuti a presentarlo, anche gli stranieri, che possono richiederlo anch’essi all’Agenzia delle Entrate.

In caso se ne fosse provvisti, ecco tutte le delucidazioni su come è composto il codice fiscale e come effettuare il calcolo codici fiscali esteri.

Calcolo codici fiscali esteri

Come calcolare il codice fiscale

Il codice fiscale viene calcolato automaticamente partendo da alcuni dati anagrafici della persona, ovvero nome e cognome, luogo e data di nascita.

I primi 3 caratteri del codice si ottengono prendendo le consonanti del cognome a partire da sinistra: se il cognome ha meno di 3 consonanti, si riparte dall’inizio prendendo in considerazione anche le vocali. Nel caso il soggetto abbia più cognomi vengono scanditi anch’essi da sinistra a destra. I 3 caratteri successivi (dal 4° al 6°) vengono ricavati dal nome seguendo le stesse regole utilizzate per il cognome.

Proseguendo, il 7° e l’8° carattere del codice devono contenere le ultime due cifre dell’anno di nascita, mentre il 9° carattere è rappresentato da una lettera che indica il mese di nascita (dove A corrisponde a gennaio, B a febbraio e così via). Il 10° e l’11° carattere devono contenere invece il giorno di nascita su 2 cifre: in questi ultimi due caratteri è contenuta anche l’informazione sul genere della persona (maschio o femmina) aggiungendo il valore 40 al giorno di nascita per le donne.

Il che vuol dire che un valore del giorno di nascita da 1 a 31 indica che il codice fiscale appartiene ad un uomo, mentre un valore compreso tra 41 a 71 indica una donna.

I caratteri dal 12° al 15° contengono il Comune di nascita, mentre il 16° carattere rappresenta il cosiddetto codice di controllo scelto in base a un codice matematico, che serve a distinguere in caso vi siano due codici uguali.

Come calcolare codici fiscali esteri

Calcolare i codici fiscali esteri è semplice, in quanto la struttura del codice è pressoché identica a quella indicata in precedenza, con l’unica differenza che i quattro caratteri alfanumerici che servono agli italiani per indicare il Comune di nascita, per gli stranieri indicano invece lo Stato di nascita.

Dunque, questa sezione del codice per uno straniero o per un cittadino italiano nato all’estero è formata da una Z seguita dalle tre cifre del numero identificativo del Paese. Ad esempio: per Stati Uniti d’America sarà il numero Z404, per il Giappone Z219 e via dicendo.

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