Gruppi di continuità e stazioni di energia

Per evitare che i luoghi pubblici (ospedali, scuole, Enti etc.) non rimangano senza corrente e non si venga a creare alcun disservizio ai cittadini e agli utenti delle strutture, i gruppi di continuità (detti anche UPS, acronimo di Uninterruptible Power Supply) sono apparecchiature che consentono di mantenere costantemente alimentati in corrente alternata gli apparecchi elettrici. Gli UPS sono davvero utilissimi soprattutto nei paesi dove si producono frequenti black-out. Vediamo in questa guida che cosa sono e come funzionano i gruppi di continuità e le stazioni di energia.

Gruppi di continuità: alimentazione e carica delle batterie

I gruppi di continuità garantiscono una tensione di alimentazione affidabile, esente dai disturbi di rete, avvalendosi di una fonte di alimentazione (batteria) che garantisce la sicurezza delle persone e delle apparecchiature. Dunque, l’alimentazione degli UPS è data da una o più batterie a ciclo profondo: per gli UPS “piccoli” si ricorre ad una tensione di 12 volt, con il crescere della potenza del gruppo di continuità, vengono utilizzate tensioni sempre maggiori e multiple di 12. Le serie di batterie in parallelo sono spesso e volentieri utilizzate per avere autonomie più lunghe al fine ultimo di accrescere la capacità di stoccaggio di energia. Nel momento in cui si procede con l’installazione di un gruppo di continuità, bisogna provvedere alla corretta copertura della potenza e del tempo; inoltre, si deve prestare la massima attenzione anche alla temperatura di stoccaggio. Si ricorda che le batterie devono restare a temperature inferiori ai 25 gradi, pena il decadimento dell’aspettativa di vita. Molti UPS sono corredati dal circuito che carica le batterie; ad esempio, una serie di batterie da 150 Ah deve essere ricaricata con una corrente compresa tra 15 e 30 A. Per quanto concerne la potenza, i gruppi di continuità possono sostenere carichi limitati e il valore più corretto per valutare la capacità del gruppo è il watt. In effetti, si utilizzano anche il voltampere o VA, anche se, presenta il limite di essere maggiormente soggetto a “manipolazione” da parte del costruttore per mascherare la reale potenza del gruppo. In alternativa, per indicare la potenza del gruppo si ricorre anche ad un terzo valore il volt-ampere Informatici o VAI che vengono utilizzati esplicitamente per “mascherare” la reale potenza dell’UPS e farla apparire maggiore di quella reale. Infine, non bisogna dimenticare che esistono tre principali categorie di gruppi di continuità: gli on-line o “a doppia conversione”, line-interactive e gli off-line.

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Che cos’è un raddrizzatore o stazione di energia?

Il caricabatterie industriale o stazione di energia è un sistema d’alimentazione in corrente continua, assolutamente equiparabile al gruppo di continuità, ma si differenzia da questo per la natura del carico che va ad alimentare. Infatti, nelle stazioni di energia un carico è alimentato in corrente e tensione continue, mentre nell’UPS un carico è alimentato in corrente e tensione alternate. Pertanto, oltre a convertire in tensione e corrente continue la tensione e corrente alternata, la stazione di energia garantisce la continuità d’esercizio ai carichi che alimenta. Esistono diverse tipologie di tecnologie costruttive per le stazioni di energia, che sono legate agli obiettivi di utilizzo ed alle richieste provenienti dai rispettivi mercati.

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