21 – Una rivoluzione copernicana per il fisco.
Per tornare a crescere bisogna modificare il sistema degli incentivi. Oggi, il nostro Paese tassa i fattori produttivi e premia la rendita. Quel che serve è una rivoluzione copernicana del sistema fiscale che riduca la pressione sul reddito personale e sulle imprese e la accresca sugli immobili e sulle rendite finanziarie.

Commenti per 21 – Una rivoluzione copernicana per il fisco.
credo che una parte del nero di piccoli artigiani potrebbe essere risolto, permettendo, ipotesi, di scalare dalle tasse 2.000 € a famiglia per spese varie (idraulico, muratore, meccanico)dimostrabili con fatture: L'artigiano pagherebbe l'iva nei 3 mesi successivi, al cittadino verrebbero rimborsati a giugno. Se funziona l'anno successivo si porta a 3.000 € poi ....
Intendo come Rivoluzione un sistema che faccia sentire il fisco non come un cane che prima ti morde e poi ti dice perchè ma come una naturale componente della vita sociale degli individui adottando cioè delle misure fiscali di regolazione automatica che non richiedono delazioni nè di mettere le categorie sociali una contro l'altra armate. Strumento importante è la istituzione di un un livello di tassazione massimo non superabile al quale il cittadino si riferisce annualmente nel suo consuntivo annuale di bilancio.
E’ una visione troppo semplicistica del problema. I fattori da considerare sono molti e serve una linea, un quadro d’insieme, che declini un’equa redistribuzione del carico fiscale, senza penalizzare il risparmio, anch’esso fonte d’investimento e parte del motore dell’economia. Se la rendita dei capitali impiegati é penalizzata, si comprimeranno gli investimenti, così come applicare imposte sui patrimoni può rivelarsi un’ingiusta doppia imposizione sul risparmio. In sintesi, senza alcuna presunzione di completezza, un nuovo sistema fiscale dovrebbe essere improntato al principio di progressività ma prevedendo un tetto impositivo effettivo (c.d. tax rate) non superiore a una soglia di imponibile prodotto che potrebbe oscillare tra il 40% e il 50%, con le seguenti correzioni: Per le persone fisiche • sostituire il criterio delle detrazioni d’imposta con deduzioni dalla base imponibile; • no tax area di base per fasce di reddito dei soggetti più deboli; • detrazione base • introduzione del “quoziente familiare” in luogo delle attuali detrazioni per coniuge o figli a carico; • conferma della non tassazione dell’abitazione principale; • deduzione delle sole spese correlate alla salute, all’istruzione, al sostegno di persone anziane (badanti incluse) o disabili, alla contribuzione sociale e per assicurazioni per infortuni (no sulla vita,lasciando però ferma l’intassabilità del rimborso in caso di morte), per interessi su mutui da prima casa; • sfoltire e semplificare l’attuale meccanismo delle deduzioni per erogazioni liberali, lasciando al contribuente la facoltà di destinare una percentuale fissa del proprio reddito complessivo ad enti od organizzazioni con peculiari requisiti; • consentire la deduzione dall’imponibile delle imposte locali pagate (es. addizionali, ICI, ecc…). Per le imprese e le società: • semplificare le norme per la determinazione del reddito prendendo a base di riferimento la proposta di direttiva del 16 marzo 2011 della Commissione Europea (COM(2011) 121/3), sulla base imponibile Comune e consolidata; • re-introdurre la dual income tax, prevedendo l’applicazione di una aliquota d’imposta significativamente ridotta, rispetto a quella ordinaria, per premiare il re-investimento degli utili, sfoltendo le attuali agevolazioni e crediti d’imposta alle imprese; • introdurre una flat tax per le nuove iniziative (start-up) e per un arco temporale di almeno 5 anni; • consentire l’integrale deduzione delle imposte locali pagate (IRAP, ICI, ecc..). Sui redditi finanziari e da capital gain: • sui proventi da investimento finanziario mantenere una tassazione alla fonte forfettaria nella misura del 20%; • mantenere invariata la tassazione attuale su dividendi da partecipazione; • sulle plusvalenze da cessione immobili, terreni, partecipazioni, prevedere la loro completa esenzione solo se la detenzione è superiore a 10 anni, in luogo degli attuali 5 ed eliminare gli attuali privilegi se pervengono per donazione o successione. Patrimoniale: Introdurre una patrimoniale sulle grandi fortune. Per grandi fortune intendo soglie non inferiori a 5 milioni di euro, con aliquota che può variare da un minimo dello 1% e fino ad un massimo del 2%. Statuto dei Diritti del Contribuente: Elevare a rango costituzionale lo Statuto dei diritti del contribuente, apportandone modificazioni sulla base della proposta presentata alle autorità europee dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano nel dicembre del 2007 e attualmente all’esame della Commissione Europea.
E’ una visione troppo semplicistica del problema. I fattori da considerare sono molti e serve una linea, un quadro d’insieme, che declini un’equa redistribuzione del carico fiscale, senza penalizzare il risparmio, anch’esso fonte d’investimento e parte del motore dell’economia. Se la rendita dei capitali impiegati é penalizzata, si comprimeranno gli investimenti, così come applicare imposte sui patrimoni può rivelarsi un’ingiusta doppia imposizione sul risparmio. In estrema sintesi, senza alcuna presunzione di completezza, un nuovo sistema fiscale dovrebbe essere improntato al principio di progressività ma prevedendo un tetto impositivo effettivo (c.d. tax rate) non superiore a una soglia di imponibile prodotto che potrebbe oscillare tra il 40% e il 50%, con le seguenti correzioni: Per le persone fisiche • sostituire il criterio delle detrazioni d’imposta con deduzioni dalla base imponibile; • no tax area di base per fasce di reddito dei soggetti più deboli; • detrazione base • introduzione del “quoziente familiare” in luogo delle attuali detrazioni per coniuge o figli a carico; • conferma della non tassazione dell’abitazione principale; • deduzione delle sole spese correlate alla salute, all’istruzione, al sostegno di persone anziane (badanti incluse) o disabili, alla contribuzione sociale e per assicurazioni per infortuni (no sulla vita,lasciando però ferma l’intassabilità del rimborso in caso di morte), per interessi su mutui da prima casa; • sfoltire e semplificare l’attuale meccanismo delle deduzioni per erogazioni liberali, lasciando al contribuente la facoltà di destinare una percentuale fissa del proprio reddito complessivo ad enti od organizzazioni con peculiari requisiti; • consentire la deduzione dall’imponibile delle imposte locali pagate (es. addizionali, ICI, ecc…). Per le imprese e le società: • semplificare le norme per la determinazione del reddito prendendo a base di riferimento la proposta di direttiva del 16 marzo 2011 della Commissione Europea (COM(2011) 121/3), sulla base imponibile Comune e consolidata; • re-introdurre la dual income tax, prevedendo l’applicazione di una aliquota d’imposta significativamente ridotta, rispetto a quella ordinaria, per premiare il re-investimento degli utili, sfoltendo le attuali agevolazioni e crediti d’imposta alle imprese; • introdurre una flat tax per le nuove iniziative (start-up) e per un arco temporale di almeno 5 anni; • consentire l’integrale deduzione delle imposte locali pagate (IRAP, ICI, ecc..). Sui redditi finanziari e da capital gain: • sui proventi da investimento finanziario mantenere una tassazione alla fonte forfettaria nella misura del 20%; • mantenere invariata la tassazione attuale su dividendi da partecipazione; • sulle plusvalenze da cessione immobili, terreni, partecipazioni, prevedere la loro completa esenzione solo se la detenzione è superiore a 10 anni, in luogo degli attuali 5 ed eliminare gli attuali privilegi se pervengono per donazione o successione. Patrimoniale: Introdurre una patrimoniale sulle grandi fortune. Per grandi fortune intendo soglie non inferiori a 5 milioni di euro, con aliquota che può variare da un minimo dello 1% e fino ad un massimo del 2%. Statuto dei Diritti del Contribuente: Elevare a rango costituzionale lo Statuto dei diritti del contribuente, apportandone modificazioni sulla base della proposta presentata alle autorità europee dall’Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano nel dicembre del 2007 e attualmente all’esame della Commissione Europea.