61 – E&Open Government
Un piano nazionale per digitalizzare i servizi pubblici e ridurre la burocrazia. Adottare un piano complessivo per digitalizzare i servizi pubblici e gestire meglio il welfare, l'educazione, la giustizia, la sanità , i trasporti, la sicurezza. L'Italia deve replicare le migliori esperienze europee nei progetti di eGovernment, per ridurre burocrazia e costi, mettendo i cittadini al centro del servizio. Per le imprese, i servizi digitali aiuteranno a ridurre le incombenze burocratiche.

Commenti per 61 – E&Open Government
Fra tutti i punti, e tutti urgenti!, penso che questo debba essere la partenza! Appena insediato a Palazzo Chigi il primo imputdel prossimo premier che vuole il bene dell'Italia DEVE essere quello di dare mandato a tecnici informatici in collaborazione con regioni, provincie (se ci saranno), regioni, AUSL, Agenzia edlle dogane, camere di commercio e chi più ne ha più ne metta per costituire un portale nazionale dei cittadini. Una sorta di anagrafe MACROSCOPICA dove la scheda del cittadino sia un po' lo specchio della sua vita; penso che questo sarebbe il viatico migliore per la lotta all'evasione e per la riduzione dei costi e della burocrazia.
Molto semplicemente: se vuoi fare una bella torta da chi vai a prendere spunto? beh da un bravo pasticcere direi! Ecco, questo è ciò che dobbiamo fare; in Italia esistono già comuni dove queste cose funzionano molto bene, vedasi per esempio Reggio Emilia per i costi, o il comune di Parma (giunta a parte ovviamente...per evitare battute in anticipo) dove tutto è digitalizzato e assolutamente friendly user, dove un qualsiasi cittadino interagisce con l'amministrazione pubblica e ottiene risposte in tempi veramente brevi. Voglio dire che sono d'accordo a prendere spunto dai vari modelli europei di eGovernment, ma per prima cosa si dovrebbe creare una sorta di "team" che si occupi di reperire informazioni su ciò che funziona bene (e qualcosa c'è!)qua da noi e ne duplichi il sistema; in questo modo non dovremmo neppure customizzare il sistema che troviamo all'estero per adattarlo alle esigenze del nostro paese.
Suggerirei l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di indire gare on line per l'acquisto di merci o servizi di qualsiasi natura. In questo modo si potrebbero conseguire risparmi per l'organizzazione della gara, si amplierebbe la platea dei partecipanti e si porterebbe a zero il rischio di corruzione. Nel merito vi sono esempi di numerose aziende private multinazionali che vi stanno procedendo da tempo con buoni risultati.
@Pierpaolo Romani Mi scusi ma la sua idea, per quanto ne apprezzi l'intento, è proprio il modo per far spendere di più alla PA italiana, e non poco. Il problema è che i software gestionali sono spesso legati ai prodotti che cita quindi per cambiare quelli deve cambiare praticamente tutto. Con i soldi di tutti ovviamente. Non è che non sia fattibile, ma pensi se in questa fase storica ci andassimo ad imbarcare anche in questa avventura. Sostengo invece l'idea iniziale che, senza dirlo esplicitamente, spingerebbe la PA italiana verso un uso condiviso delle risorse informatiche che, con il tempo ed un percorso anche culturale oltre che tecnologico, arriverebbe anche a quello che propone lei. Insomma, ok all'idea ma affrontiamo la realtà dei fatti altrimenti andiamo a farci del male CordialitÃ