78 – Cominciare giovani, cominciare bene
Cominciare sin da giovani a coltivare la cultura del rischio d’impresa, mettere in pratica le idee che maggiormente appassionano, provare a creare ricchezza sin da giovani è un valore non solo materiale, ma anche etico per il nostro paese. Bisogna allora che i giovani imprenditori siano agevolati nel loro spirito di costruirsi un futuro in maniera autonoma e in una maniera tale che accresca la ricchezza del paese. La proposta è di favorire le imprese che nascono da persone fisiche con meno di 40 anni (che controllino almeno l’ 85 % del capitale): la nuova società si crea e si registra con un unico atto a costo fisso di 1.000 euro e per i primi tre anni ha diritto a una gestione contabile estremamente semplificata e garantita dai Centri Servizi a un costo fisso (1.000 euro l’anno). Le persone fisiche che investono nella nuova impresa hanno diritto alla defiscalizzazione parziale (50 %) dei capitali investiti. Per i primi tre anni l’impresa non ha alcun carico fiscale e per i successivi tre anni la tassazione sugli utili sarà parificata all’aliquota oggi vigente per i proventi finanziari (20 %).

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Estratto da: Buon Giorno Impresa Anno XII - Lunedì 21 Novembre 2011 N. 2.210 La bella fabbrica (lettera alla ragazza ed al ragazzo che vogliono conoscere il lavoro) Cara/o giovane ecco il basso ed umile mondo del lavoro nei sistemi complessi: * entra in fabbrica dall'uscita, inizia a vedere i magazzinieri che caricano sui camion il prodotto finito dagli operai con estrema attenzione e competenza e debitamente controllato dai collaudatori * apprezza l'organizzazione del lavoro con le sue divisioni ed i responsabili che come aquile visionano il lavoro * prosegui, sali agli uffici * riscontra come operano e scelgono gli uffici acquisti/approvvigionamenti * approfondisciti sulle argute suddivisioni contabili in amministrazione * corri all'ufficio tecnico ed osserva come si disegnano, si perfezionano i prodotti * entra poi nel reparto ricerca sviluppo - il pensatoio dell'azienda - dove tutti (le idee migliorative create dal fattorino al presidente sono preziosissime) si incontrano e si scontrano per fare il nuovo che serve * adesso vai al marketing ed al commerciale ed ascolta le riunioni che definiscono posizionamento, analisi dei target, area di vendita, potenziali clienti e cura del portafoglio clienti storici * in ultimo, domanda con discrezione di essere inserito come garzone nel reparto dove si sviluppano e si costruiscono i prototipi, per toccare con mano errori, guai, pericoli e 1000 ripensamenti eppoi, forse, il successo tecnico del nuovo, il primo passo per essere valore * ora bisogna entrare nel mercato, che è ostile, con alte mura all'ingresso, con raccomandati e privilegiati che hanno il bazoka puntato sul nuovo prodotto per distruggerlo 6 Ho scritto della bella fabbrica in azione * purtroppo, specie in Italia, ‘la moneta cattiva scaccia la moneta buona’ ... la corruzione brucia la carne viva * Noi civili iniziamo a mettere zolfanelli alle dita dei piedi di corrotti e corruttori, ai maledetti incivili, ogni volta che posano i piede sulla nostra terra. Di Giuseppe Parisi
In Italia ci sono e ci sono state troppe piccole imprese. La piccola impresa non ha spesso le competenze la cultura e le risorse per fare ricerca, innovazione, sicurezza e quindi non è la soluzione. Bisogna semmai trovare un nuovo tipo di società , con investitori che possano partecipare più attivamente alla gestione della società quindi in breve più democrazia nella gestione delle imprese; una pubblic company. Spesso poi,in un quadro legislativo che impedisce alle grandi aziende di licenziare, i piccoli imprenditori fanno il lavoro sporco. Assumono, licenziano, aprono, chiudono l'impresa quando vogliono incamerano gli utili per i propri consumi personali e tutto quello che si può vedere se guardiamo intorno a noi con gli occhi ben aperti. E poi basta con queste agevolazioni che altro non generano che concorrenza sleale debito pubblico appesantimento degli obblighi per chi le agevolazioni non le può avere. Non va bene.
insomma, sono d'accordo in parte... penso che per creare un'impresa nel nostro paese ci vogliano meno regole, più semplici, e costi ridotti, e questo a prescindere dal fatto che l'imprenditore sia giovane, meno giovane, uomo, donna, etc... un'impresa che nasce é una cosa positiva in ogni caso. concordo sul fatto di far pagare meno tasse all'inizio dell'attività , però la misura indicata mi sembra eccessiva, e del resto penso che si debbano ridurre in generale le tasse sulle imprese e sui lavoratori dipendenti
Condivido vostro iniziativo per creare spazio per i giovani imprenditori,..pero penso che questa idea potrebbessere sviluppata di più creando piccole cooperazione di soci nello stesso settore senza limite d'età , o semplicemente registrando con un ufficio communale per vendere il prodotto sotto un area fissa e comune,(sia pubblica o privata) pagando già una tassa o una quota fissa sulla vendita, come già menzionata. Non penso che vale per tutti i settori,ma quasi tutti,.. può essere servizi o anche posti di ristoro. Un esempio è Covent garden a Londra. Ci sono molto attività e hobbies che può diventare un lavoro, anche per chi ha perso un lavoro. Pero, la prima pietra per creare piccoli imprenditori e motivare i giovani dovrebbe iniziare già nella tenera ètà nella scuola elementare,coltivando un talento,'hobbies' ed interessi (purtroppo il famoso passatempo è stato eliminato con l'uso del computer)inseriti nella scuola didattica. Insegnando a produrre nella vita quotidiano (e non solo consumare), come cucinare, coltivando piccole piante, cucire, suonare, cantare, dipingere,riciclare artisticamente..... la lista può essere eterna. (Questa forma di didattica esiste già nella scuole inglese ed orientale). Non tutti sono fatti d'essere direttori..... Ho apprezzato il intervento della Mila Spicola sulla formazione a tutti livelli.