81 – Distinguere tra università eccellenti nella ricerca e università che offrono una buona formazione
Non tutte le Università possono essere centri di eccellenza in tutti i settori. Alcune non lo sono in nessuno. Ma non tutte per questo vanno chiuse. Le risorse per la ricerca avanzata e per i corsi di dottorato, finalizzati a formare i ricercatori di domani, devono andare dove vengono spese meglio. In tanti altri casi le Università possono svolgere una funzione formativa ugualmente fondamentale. Anche questa però può e deve essere valutata, usando indicatori oggettivi, insieme ai giudizi degli studenti.

Commenti per 81 – Distinguere tra università eccellenti nella ricerca e università che offrono una buona formazione
Per questa posizione di insulti me ne sono presi parecchi, ma continuo a pensare che lavoro ed università sono inscindibili. Perciò uno dei metri di valutazione delle università deve essere l'inserimento lavorativo dei propri studenti. Bisogna istituire un fondo per le università meritevoli che producono laureati qualificati per il mondo del lavoro, anche adottando il sistema del numero chiuso.
Andrebbe abolita la riforma Berlinguer. Occorrerebbe tornare a (o realizzare) una vera struttura dipartimentale. Stabilire una griglia di qualità /fabbisogni che porti alla chiusura di tutte le sedi universitarie inutili/inefficienti. Finanziare procedure di mobilità e di reimpiego per i docenti e i precari perdenti posto.
basta togliere valore legale al titolo di studio.
La ricerca nelle Università va fatta privilegiando, anzi istituendo nuovamente e in maniera seria quelli che una volta erano definiti i cosiddetti "progetti finalizzati." Una aggregazione di esperti in deteminate tematiche di interesse pubblico che interagiscono tra di loro per portare avanti delle ricerche qualificate su argomenti di interesse predefinito. Si limita la libertà di ricerca (tanto cara agli universitari) ma si lavora seriamente su progetti di pubblico interesse. In passato questi progetti erano in auge, poi come al solito in Italia tutto finisce a vino e tarallucci. Arrivammo al paradosso di dare soldi per finanziare ricerche che avevano lo scopo di farci conoscere quale era il contenuto proteico delle fave che crescevano in un determinato territorio della Calabria. La docente naturalmente era Calabrese e se si assentava e tornava in Calabria era rigorosamente per fare ricerca. Ma vi pare mai possibile? Pensate in maniera seria fare dei progetti su nuovi farmaci per la cura di x patologie. Vi pare non fattibile? a me parrebbe proprio di sì. Altri soldi da risparmiare sono i soldi per i Convegni: oggi si fanno riunioni in videoconferenza. I Convegni fino ad ora sono sstate cose serie solo per i giovani che hanno presentato lavori che solo loro hanno fatto e dove rigorosamente prima del loro nome ce ne sono almeno altri 4 di persone che non hanno fatto nulla. I Prof. più anziani hanno sempre solo e fatto politica universitaria e il livello di questa politica è sotto gli occhi di tutti: tu sistemi il figlio a me e io lo sistemo a te.