Collocare i Nidi e gli Asili d’infanzia sotto la competenza del Ministero dell’Educazione. Uniformare a livello nazionale la legislazione regionale sul rapporto metri quadri/bambini ed educatore/bambini.
D’accordo, non tutti sono lavoratori dipendenti.
Sono stata presa da un impeto di materna partecipazione dopo aver letto il commento di Andrea Zivelli e forse ho posto poco l’accento sull’importanza DELLA POSSIBILITA’ DI SCELTA.
Non dovremmo mai dimenticare i principi base sul rispetto dei bisogni del bambino, ma ogni famiglia dovrebbe poter scegliere la soluzione migliore per sé stessa.
Quindi dovrebbero esistere servizi di varie tipologie associati a flessibilità (per chi è lavoratore dipendente:).
L’ideale sarebbe che esistessero asili nido aperti anche ad agosto (non tutti hanno ferie in quel mese); aperti fino alle 20 se non addirittura la notte (in Germania ci sono nidi aperti la notte per i lavoratori che fanno turni notturni!!).
Aperti il sabato e la domenica per i commercianti o le cassiere dei grandi magazzini o per i sanitari ospedalieri.
Le scuole materne non dovrebbero chiudere il 30 giugno: sembra che compiuti i tre anni e finito il nido i genitori non abbiano più problemi su come sistemare i figli mentre loro lavorano nei mesi estivi. Finite le scuole è un affannarsi alla ricerca di centri estivi o baby-sitter.
I nidi aprono alle 7:30 di mattina: dovrebbero aprire a quell’ora anche le materne e forse anche le elementari.
Con servizi di questo genere ognuno potrebbe scegliere in base alle proprie esigenze.
Quello che mi spaventa è il rischio, come ha detto Manuela, di alimentare una MENTALITA' "LAVORO-CENTRICA".
Non vi sembra allucinante che vediamo i nostri figli per il tempo di una cena e poi subito a letto? Dopo che hanno passato un’intera giornata con altre figure deputate alla loro educazione (che non sono la loro famiglia)?
Che ci affanniamo a cercare soluzioni su come “SISTEMARLI” ??!!
da: Gabriele Pranzo
Non sono così sicuro che sia un bene porre gli asili direttamente sotto lo stato e non sotto i Comuni, che normalmente svolgono un ottimo lavoro. Piuttosto bisognerebbe cercare di ridurre sensibilmente i costi dei dei nidi, che pesano incredibilmente sulle famiglie, e di garantire un po' più di flessibilità di orari.
A Teresa Bosi ricordo che non tutti sono dipendenti: se il tuo medico/avvocato/architetto ti dicesse "mi spiace, non posso riceverti, in questa fase della mia vita ho deciso di adottare il part-time e l'home-working" andresti da un altro professionista.
La flessibilità di certe struttura purtroppo è necessaria, anche se contrasta in parte con gli interessi dei bambini.
da: Elena Rovagnati
sono d'accordo con Teresa Bosi e Benedetta Batelli: chiedete ad una mamma se potesse scegliere tra ricevere lo stipendio (da devolvere alla babysitter) o un sostegno economico congruo per poter stare più tempo coi propri figli durante i loro primi tre anni (questo necessiterebbe davvero un bambino per la propria crescita... ma anche molti colleghi psicologi non lo ammettono!) cosa risponderebbe? Poter scegliere non è così fuori dal mondo, in Francia e in Germania lo fanno!
da: Teresa Bosi
1) Vi consiglio di leggere "Contro gli asili nido" di Paola Liberace.
2)L'asilo nido (Nido d'infanzia dai 3 mesi ai 3 anni) nasce da un'esigenza del genitore che lavora, non da un bisogno del bambino.
3)Io credo che le facilitazioni (poche e non sempre concesse) che ha un lavoratore (aspettativa, part-time...) permettono ad un bambino di esercitare il proprio diritto di stare col genitore.
4)D'altra parte due genitori che lavorano avrebbero bisogno di scuole che chiudessero tardi nel pomeriggio, che fossero aperte anche d'estate (non tutti possono prendere ferie a luglio o ad agosto), che non facessero ponti né vacanze di Natale o di Pasqua. Non tutti hanno i nonni a disposizione o possibilità di trovare e pagare una baby-sitter. Ma si torna lì: qual è l'esigenza? Di cosa avrebbe bisogno il bambino? Di riposarsi e stare in famiglia!
5)L'ideale per la famiglia sarebbe la possibilità di scegliere, di adattare il lavoro alla famiglia stessa quindi bisognerebbe favorire il più possibile il part-time, lo home-working, la flessibilità di orario in entrata e uscita e tutto quello che ci viene in mente!
6)Appoggio le idee di Manuela.
Commenti per 92 – Più Nidi e Asili d’infanzia
D’accordo, non tutti sono lavoratori dipendenti. Sono stata presa da un impeto di materna partecipazione dopo aver letto il commento di Andrea Zivelli e forse ho posto poco l’accento sull’importanza DELLA POSSIBILITA’ DI SCELTA. Non dovremmo mai dimenticare i principi base sul rispetto dei bisogni del bambino, ma ogni famiglia dovrebbe poter scegliere la soluzione migliore per sé stessa. Quindi dovrebbero esistere servizi di varie tipologie associati a flessibilità (per chi è lavoratore dipendente:). L’ideale sarebbe che esistessero asili nido aperti anche ad agosto (non tutti hanno ferie in quel mese); aperti fino alle 20 se non addirittura la notte (in Germania ci sono nidi aperti la notte per i lavoratori che fanno turni notturni!!). Aperti il sabato e la domenica per i commercianti o le cassiere dei grandi magazzini o per i sanitari ospedalieri. Le scuole materne non dovrebbero chiudere il 30 giugno: sembra che compiuti i tre anni e finito il nido i genitori non abbiano più problemi su come sistemare i figli mentre loro lavorano nei mesi estivi. Finite le scuole è un affannarsi alla ricerca di centri estivi o baby-sitter. I nidi aprono alle 7:30 di mattina: dovrebbero aprire a quell’ora anche le materne e forse anche le elementari. Con servizi di questo genere ognuno potrebbe scegliere in base alle proprie esigenze. Quello che mi spaventa è il rischio, come ha detto Manuela, di alimentare una MENTALITA' "LAVORO-CENTRICA". Non vi sembra allucinante che vediamo i nostri figli per il tempo di una cena e poi subito a letto? Dopo che hanno passato un’intera giornata con altre figure deputate alla loro educazione (che non sono la loro famiglia)? Che ci affanniamo a cercare soluzioni su come “SISTEMARLI” ??!!
Non sono così sicuro che sia un bene porre gli asili direttamente sotto lo stato e non sotto i Comuni, che normalmente svolgono un ottimo lavoro. Piuttosto bisognerebbe cercare di ridurre sensibilmente i costi dei dei nidi, che pesano incredibilmente sulle famiglie, e di garantire un po' più di flessibilità di orari. A Teresa Bosi ricordo che non tutti sono dipendenti: se il tuo medico/avvocato/architetto ti dicesse "mi spiace, non posso riceverti, in questa fase della mia vita ho deciso di adottare il part-time e l'home-working" andresti da un altro professionista. La flessibilità di certe struttura purtroppo è necessaria, anche se contrasta in parte con gli interessi dei bambini.
sono d'accordo con Teresa Bosi e Benedetta Batelli: chiedete ad una mamma se potesse scegliere tra ricevere lo stipendio (da devolvere alla babysitter) o un sostegno economico congruo per poter stare più tempo coi propri figli durante i loro primi tre anni (questo necessiterebbe davvero un bambino per la propria crescita... ma anche molti colleghi psicologi non lo ammettono!) cosa risponderebbe? Poter scegliere non è così fuori dal mondo, in Francia e in Germania lo fanno!
1) Vi consiglio di leggere "Contro gli asili nido" di Paola Liberace. 2)L'asilo nido (Nido d'infanzia dai 3 mesi ai 3 anni) nasce da un'esigenza del genitore che lavora, non da un bisogno del bambino. 3)Io credo che le facilitazioni (poche e non sempre concesse) che ha un lavoratore (aspettativa, part-time...) permettono ad un bambino di esercitare il proprio diritto di stare col genitore. 4)D'altra parte due genitori che lavorano avrebbero bisogno di scuole che chiudessero tardi nel pomeriggio, che fossero aperte anche d'estate (non tutti possono prendere ferie a luglio o ad agosto), che non facessero ponti né vacanze di Natale o di Pasqua. Non tutti hanno i nonni a disposizione o possibilità di trovare e pagare una baby-sitter. Ma si torna lì: qual è l'esigenza? Di cosa avrebbe bisogno il bambino? Di riposarsi e stare in famiglia! 5)L'ideale per la famiglia sarebbe la possibilità di scegliere, di adattare il lavoro alla famiglia stessa quindi bisognerebbe favorire il più possibile il part-time, lo home-working, la flessibilità di orario in entrata e uscita e tutto quello che ci viene in mente! 6)Appoggio le idee di Manuela.